Il principe dei musici

BIOGRAFIA


Carlo Gesualdo nacque a Venosa (PZ) l'8 Marzo 1566 dal matrimonio di Fabrizio Gesualdo e Geronima Borromeo (sorella di S.Carlo, nipoti del papa Pio IV), era il secondogenito della coppia e morì a Gesualdo (AV) nel 1613.
All'età di 19 anni pubblicò il primo mottetto: "Ne reminiscaris, Domine, delicta nostra".

Nel 1586 sposò la cugina Maria d'Avalos, nata nel 1560 da Carlo, conte di Montesarchio, e da Sveva Gesualdo. Il matrimonio avvenne nel maggio del 1586 con dispensa del Papa Sisto V, nella chiesa di S. Domenico Maggiore a Napoli, situata vicino al palazzo dei Gesualdo. Dal matrimonio nacque Emanuele. La vita scorreva tranquilla, ma un dì, durante una festa da ballo, Maria conobbe il duca d'Andria e conte di Ruvo Fabrizio Carafa. I due divennero presto amanti e la cosa non tardò ad arrivare agli orecchi di Gesualdo che, nell'ottobre 1590,  li colse in flagrante nella camera da letto di Maria e li trucidò barbaramente.


Formatosi musicalmente con Pomponio Nenna, subì il fascino delle teorie sul cromatismo di Nicoló Vicentino e Marcantonio Ingegneri e per un lungo periodo fu grande amico di Torquato Tasso, di cui musicó molti versi.
Nella sua musica amava alterare di un semitono gli intervalli melodici creando nelle armonie squilibri originali nelle tonalità. Questo modo cacofonico di fare musica e la sua passionalità sono la sua vera espressione musicale, facendolo diventare uno dei personaggi piú rappresentativi dell'età della Controriforma.

La sua opera più nota è composta da 6 libri di Madrigali, 2 di Sacrae Cantiones e 1 di Responsori. Il grande liutista genovese Simone Molinaro li fece stampare, per la prima volta in partitura, nel 1613. Autore, per quanto sappiamo anche di alcune musiche strumentali, a noi ignote, tuttavia è nella gloriosa, tramontante polifonia che Carlo volle e seppe esprimere, con personale potente veemenza, il suo singolarissimo genio.